I Borghi degli Aurunci

Uno dei Borghi dei Monti Aurunci (Foto A. Tedeschi)
Il territorio dei Monti Aurunci non è solo natura, ma anche storia, cultura e tradizioni che costituiscono la peculiarità di luoghi che conservano inalterato il proprio fascino.

Grazie all’estrema ospitalità degli abitanti del comprensorio e alla genuinità dei prodotti tipici, i dieci paesi che compongono il mosaico dei Monti Aurunci sono tutti da visitare.

Un’occasione per immergersi in un’atmosfera d’altri tempi. Seguendo un possibile percorso si parte dal versante ciociaro del Parco dei Monti Aurunci:

AUSONIA

Piccolo paese in collina presso il torrente Ausente, vanta una storia millenaria che si perde nella notte dei tempi. Il primo nucleo abitativo risale all’epoca degli Ausoni che vi fondarono una loro roccaforte, che andò distrutta dagli antichi romani nella prima metà del IV secolo a.C..
Il paese che vediamo oggi fu ricostruito nel Medioevo e all’epoca si chiamava Fratte. Di quei tempi restano la fortezza, la Chiesa di San Michele Arcangelo e ai piedi di Monte Fammera la Chiesa di Santa Maria di Correano e sulla sponda dell’Ausente quella di Santa Maria del Piano costruita nell’anno 1000 e riedificata nel 1400.

ESPERIA

È invece uno dei più grandi paesi per estensione territoriale dell’intera provincia di Frosinone. Fu fondato da un gruppo di monaci greci nel 998 d.C., mentre nel 1103 il normanno Guglielmo di Blosseville, duca di Gaeta e Pontecorvo, fece erigere il castello con torre quadrata che da quel momento prese il nome di Rocca Guglielma, e rappresentò l’intero paese per secoli.
Poi abbandonata, la Rocca rimane a vegliare sul paese che si è esteso su più livelli, Esperia superiore, Esperia Inferiore e Monticelli.

PICO

Paese collinare, conserva un centro storico dalla caratteristica struttura medievale. Il borgo, formato da tre semicerchi murari concentrici, si è sviluppato intorno al castello, una fortificazione costruita prima dell’anno 1000, che domina la media valle del Liri.
Tra i vicoli e le scalinate che compongono il suggestivo centro storico si possono ammirare la chiesa del 1200 dedicata a Santa Marina, la porta medievale di San Rocco e diversi palazzi signorili caratterizzati dal tipico giardino interno alle mura e il castello che sovrasta l’intero centro storico, di cui restano le mura perimetrali e le torri, di cui una quadrangolare e una circolare perfettamente conservata.
Il castello, nato come una fortificazione ha conosciuto una stagione di prosperità quando è entrato a far parte dei possedimenti dei Conti Farnese. Il piccolo centro deve gran parte della propria notorietà ai romanzi dello scrittore Tommaso Landolfi originario del luogo.

PONTECORVO

Cittadina sorta sulle rive del Fiume Liri deve il proprio toponimo al “Ponte curvo” che collega i due nuclei urbanizzati di Civita e Pastine. La città a forte vocazione agricola è stata fondata dal longobardo Rodoaldo nell’860.
Agli inizi del XII secolo la contea di Pontecorvo entrò a far parte dei domini dell’Abate di Montecassino rimanendovi fino a quando l’imperatore Napoleone Bonaparte ne fece un principato che affidò al maresciallo di Francia, Giovanni Battista Giulio Bernadotte. Nel 1815 la cittadina tornò allo Stato Pontificio.
Gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale la rasero quasi completamente al suolo. Tra i monumenti scampati al disastro possiamo ammirare la torre di Rodoaldo oggi torre campanaria della cattedrale di San Bartolomeo, il ponte curvo a tre archi, le mura di Sant’Andrea, la chiesa di Santo Stefano, il santuario dei Santi Cosma e Damiano e il Santuario di Monte Leucio oggi trasformato nel Museo delle Battaglie.
Da visitare il Museo del tabacco, importante memoria dell’attività produttiva che ha contrassegnato l’economia pontercorvese.

CAMPODIMELE

Piccolo centro montano, diventato ormai celebre per la longevità dei suoi abitanti, secondo alcuni studiosi avrebbe origini remotissime. Pare infatti, che la moderna Campodimele sia sorta sulle rovine di Apiolae città distrutta dal quinto re di Roma, Tarquinio Prisco e secondo altri studiosi, le gigantesche rocce rinvenute ai piedi del Monte Appiolo sarebbero dei menhir funerari di epoca megalitica. In epoca romana il luogo sarebbe stato adibito all’industria del miele, da cui deriverebbe il toponimo del paese moderno. Secondo altri, invece, Campodimele starebbe a testimoniare la coltivazione di appiolo, un particolare tipo di melo.
Il borgo attuale presenta il caratteristico aspetto di epoca tardo medievale. Nel centro del paese si possono ammirare, la Chiesa di San Michele Arcangelo risalente all’XI secolo, nonché la cinta muraria con le undici torri semicircolari. A circa 4 km dal centro urbano sul monte Santa Croce sorge il convento benedettino di Sant’Onofrio.

FONDI

Oggi è una cittadina a forte vocazione agricola che vanta il mercato ortofrutticolo più importante del centro-sud, ma le origini della comunità fondana sono attribuite secondo antiche leggende al mitico Ercole. Le prime notizie storiche risalgono a Tito Livio, ma gli studiosi sono concordi nel ritenere che Fondi sia stata una città grande e popolosa in epoca preromana, del tempo degli Aurunci. Per la sua posizione strategica, per la vicinanza al mare e la condizione pianeggiante del territorio la cittadina ha conosciuto un rapido sviluppo in epoca romana, a testimonianza di questo periodo resta la Via Appia Antica. I secoli dall’età romana fino ai nostri giorni hanno lasciato un’impronta sull’architettura locale.
Il castello medievale, sorto con un valore difensivo, è legato alla famiglia Caetani, che lo fece erigere nel XIV secolo. Accanto alla fortezza medievale sorge il Palazzo del Principe o Palazzo Baronale, che conobbe il momento di massima influenza, quando divenne residenza della corte di Giulia Gonzaga che tra il 1529 e il 1534 attirò a Fondi molti letterati, artisti e umanisti.
Numerosi i luoghi di culto dal grande valore storico e culturale come la Cattedrale di San Pietro, innalzata su un tempio pagano consacrato a Giove, la Chiesa di Santa Maria Assunta di epoca rinascimentale, l’abbazia di San Magno di recente ripristinata proprio dall’Ente Parco, il Santuario della Madonna della Rocca, la Chiesa di San Domenico e l’adiacente convento.
Da vedere anche le mura varroniane del I secolo a.C. e la Giudea, il ghetto ebraico.

FORMIA

Città antichissima che si estende tra le pendici degli Aurunci e il mare Tirreno, deriverebbe il suo toponimo dall’etimo greco Hormiai, che significherebbe ormeggi. Patria dei Lestrigoni popolazione cantata nell’Odissea, divenne imponente e ricca città romana, come testimoniano i ruderi di templi e le ville, come quella di Marco Tullio Cicerone del quale è rimasta anche la tomba, un mausoleo di età augustea a pianta centrale alto 24 metri.
La città è stata patria di personaggi illustri, come l’architetto dell’epoca dell’Imperatore romano Augusto, Marco Vitruvio Pollione ed è stata amata da scrittori di epoche diverse come il favolista Hans Christian Andersen.
La città, vanta oltre a pregevoli lidi, monumenti che testimoniano lo scorrere dei secoli, come il Santuario di San Michele Arcangelo ricavato nella roccia a 1198 metri sul livello del mare, le mura poligonali di Castellonorato del IV secolo a.C., le mura poligonali di Maranola del II secolo a.C., l’acquedotto romano di Mola, ma soprattutto il porto romano di Gianola, la basilica e la necropoli di Sant’Erasmo e molto altro ancora.

ITRI

Paese che deve gran parte della propria fama alle gesta di Fra Diavolo, brigante nella terra di nessuno tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, è attraversata dalla Via Appia Antica. Anche se le sue origini possono risalire all’età neolitica, interessante è il Castello medievale, un superbo esempio di costruzione difensiva che domina l’intero paesaggio itrano.
Da vedere ad Itri la Chiesa di San Michele Arcangelo e quella di Santa Maria Maggiore e a circa 13 chilometri dal centro di Itri, sulla cima del Monte Fusco, il Santuario della Madonna della Civita.
Di notevole interesse il tratto della via Appia in località Sant’Andrea tra i monti Ranto e Lavino, così come non è da trascurare il fascino dell’altopiano di Campello dove restano le rovine di un antichissimo abitato tra monte Faggeto e Monte Fragoloso.

LENOLA

Secondo alcuni studiosi sarebbe stata fondata dai Fenici, secondo altri sarebbe stato il luogo dove si rifugiarono i Laconi in fuga dalla perduta città di Amyclae, pare che in epoca romana la cittadina appartenne alla tribù Emilia. Le prime notizie storiche certe sono attestate dall’XI secolo d.C. quando il Duca di Fondi, Littfrido, donò Lenola al monastero benedettino di Monte Cassino.
Tra i monumenti da visitare si possono ricordare il Santuario della Madonna del Colle risalente al 1600 e realizzato dal milanese Raffaello Franchi, la Chiesa del XII secolo di San Giovanni Evangelista, la Chiesa di Santa Croce, quella della Madonna del Latte, il Castrum Ambrifi forse del X secolo e il Castelliere di Monte Passignano.

SPIGNO SATURNIA

Piccolo centro composto da due nuclei urbani, Spigno Vecchio, nella parte superiore, e Spigno Nuovo sorto nell’area pianeggiante nel dopoguerra. La prima notizia circa l’abitato di Spigno risale al 999 d.C.. quando il Vescovo di Gaeta accampò diritti su Casale Spini, o Castrum Spinei. Nel 1058 metà del castello fu donato all’Abbazia di Montecassino.
Nel corso del 1300 e fino alla fine del secolo successivo la fortificazione entrò in possesso della famiglia Caetani.
Nel 1862, dopo l’Unità d’Italia, venne aggiunto il toponimo di Saturnia.